martedì 20 gennaio 2026

Leggere è rivoluzionario!

Abbiamo bisogno di una rivoluzione? Certo! E chi la fa? E come si fa?

Non lo so!

Una cosa mi sembra però sicura è che la sera del 17 gennaio 2026 nella gelida sala del consiglio comunale di Felitto, micropaese in provincia di Salerno, cresciuto all'ombra di possenti montagne e bagnato da acque limpide e gelide anch'esse del fiume Calore, io mi sono trovato sulle barricate.

E non ero solo. Avevo compagne e compagni che mi avevano invitato a combattere quella rivolta insieme a loro. Gente che legge. E si ritrova per leggere insieme. E si parla di quello che hanno letto in quel libro e scavano nelle parole, nei racconti, nei sogni, nelle fantasie di autori e autrici che li hanno scritti. Pensate che rivoluzione!

Incontrarsi per leggere insieme. Quanto questo gesto sia rivoluzionario all'inizio del 2026 lo si può capire soltanto se si alza lo sguardo da quelle pagine e si guarda verso il resto del mondo, nel senso di "resto", di quello che "resta" ancora sotto la polvere e le ceneri di una modernità fallita. 

Leggere è una delle rivoluzioni possibili. E anche ritrovarsi per mettere dei pensieri in comune è rivoluzione. E tornare alla terra. E resistere in paesi in via di abbandono è rivoluzione. La rivoluzione è ciò che "rivolta" che agita e scuote l'ordine delle cose, del presente, dei pensieri pigri, ordinari, comodi, maggioritari e mortiferi. Avere il coraggio di immaginare e pensare fuori dagli schemi del Pensiero Unico, di rischiare in prima persona: questa è una rivoluzione.

E si può fare leggendo. 

Perché prendere un libro in mano è enormemente più rivoluzionario che prendere un'arma per uccidere. Leggere un libro è rinascere! 

Di nuovo. 

E di nuovo. 

E di nuovo.



Grazie alle donne e agli uomini del gruppo di lettura Librinsieme di Felitto. Counter starting 66155


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sempre ci si obbliga a non fare cio che ne richiede l essere ed il tuo libro letto a tratti ma dai commenti ho tratto una genesi di fifficolta ne presente ma di indubbio fascino nei loro spostamenti.Tu forse hai messo genealogie e idiosincrasie di non faceli pemutazioni,perche il Cosiddetto Cilento non rimane che l odore. ,e le oietre e la ginestra racconta

Anonimo ha detto...

Quanta bellezza! ✨❤️