
Sono passati 5 anni dall'uscita del libro e oggi 11 novembre 2016 posso
raccontare un pezzo della sua vita, timida, piuttosto isolata ma
coraggiosa: sono fiero di lui! Delle 1490 copie stampate a spese mie
oltre 1200 sono state vendute. Quasi una per una, a volte una sola
soletta in presentazioni in periferia, altre volte tante insieme in
affollate conferenze. Certamente, per un libro senza editore, senza
pubblicità, quasi senza libreria e senza recensioni da parte dei pur
numerosi professionisti e professioniste della stampa che lo hanno
conosciuto, direi che è stato un risultato che mi fa dire "ne valeva la
pena". Intanto l'Italia mi sembra ulteriormente cambiata, andando
mestamente verso una piccola e silenziosa palude bollente, la tensione
sociale è ulteriormente diminuita e le donne continuano ad essere
ammazzate dai mariti. Dal canto suo, la pubblicità stradale non fa una
piega, continua per la sua strada, non cambia, non si rinnova, passa
alle bambine come previsto, continua nella stanca scia di un'epoca
maschilista che sta definitivamente tramontando ma loro non possono
dirlo e fanno finta di niente. Danno le ultime batoste, gli ultimi
micidiali colpi di coda. In questi 5 anni tante altre donne sono emerse
sulla scena nazionale e mondiale, nei luoghi del potere a vario livello e
ormai si comincia a sentire forte quella che mi piacerebbe chiamare "la
pressione di genere", cioè la spinta che non può che essere destinata
al successo dei milioni e milioni di donne che negli anni passati e
difficilissimi del maschilismo "antropologico", cioè millenario, hanno
studiato, hanno lottato, hanno capito, si sono fatte largo. Ora sono lì,
a milioni, pronte, che sanno come si fa camminare un treno, come si
programma l'economia capitalista e anche quella non capitalista, come si
amministra una città, una banca, un corpo dei vigili urbani. Siedono
nei banchi alti della politica, della giustizia, della scienza, molto
in alto e ci affiancano pronte a superarci. Dal canto nostro, come fa la
pubblicità, noi uomini continuiamo a far finta di niente, crediamo che
il nostro potere maschile sia eterno, sia biologico, ma non è più così.
Tramontata la clava, inutile il muscolo, oggi si schiacciano tasti
leggerissimi, si sfiorano schermi cristallini, si comanda con la parola e
l'immagine. Cose immateriali, affidate al pensiero, al
sapere-come-si-fa. La rivoluzione è finita, ma nessuno ce lo dice.
Sarebbe utile a questo punto addirittura anticipare i tempi e cominciare
già a discutere che tipo di potere sarà quello delle donne al potere,
che destino avremo noi uomini lentamente scivolati fuori per nostra
manifesta incapacità di restare lì, dove si comanda il mondo. Ci
vorranno ancora degli anni, ma tutti i processi in via di formazione
passano per strade lente e inarrestabili e sarebbe meglio interrogarsi
fin da ora su quello che troveremo alla fine del sentiero.
Intanto, non fate finta di niente anche voi e prendete in mano una delle
ultime copie del piccolo, timido libro di un fotografo che tanti anni
fa ci aveva creduto.
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